Giulia Staccioli | Non potrò mai fare agli altri quello che è stato fatto a me è la risposta che ho dato quando mi hanno chiesto di allenare nella ginnastica ritmica Da coreografa amo dialogare con i danzatori di Kataklò
Giulia Staccioli ha dichiarato di non poter ripetere agli altri ciò che ha subito e ha spiegato di aver rifiutato di allenare nella ginnastica ritmica. Attualmente lavora come coreografa e preferisce collaborare con i danzatori di Kataklò. In un libro autobiografico scritto con Francesca Interlenghi e pubblicato da Maretti Editore, ha raccontato di sentirsi bene da sola ma di aver sempre sperimentato solitudine nelle relazioni con gli altri. La pubblicazione celebra i trent’anni della sua compagnia, Kataklò Athletic Dance Theatre.
«Da sola sto bene. Con gli altri, invece, mi sono sempre sentita sola» confessa in Aliena, libro autobiografico scritto con Francesca Interlenghi, pubblicato da Maretti Editore, con cui celebra i trent'anni dalla fondazione della sua compagnia, Kataklò Athletic Dance Theatre. La danza è l’approdo di un viaggio che parte in Sardegna, passa dalla Toscana e arriva a Milano. Quella bambina è aliena per il suo accento, perché non è stata battezzata, perché vive in una casa che è piena di artisti e vuota d’affetto. Scrivere un libro che racconta se stessi può diventare un'accusa agli altri e anche un processo personale. «È stata una scelta molto combattuta, nata quando ho cominciato a lavorare allo spettacolo dei trent'anni della compagnia. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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