Bologna Barcellona Copenaghen Così sono rinate le piazze fantasma Iniziative meno cemento e flessibilità
In diverse città europee, tra Bologna, Barcellona e Copenaghen, sono stati riqualificati spazi pubblici precedentemente abbandonati o inutilizzati. Sono state eliminate parti di asfalto, aggiunto verde e creati nuovi punti d’ombra. Le aree sono state adattate a diverse funzioni, trasformando strutture esistenti invece di demolirle. Sono nate così nuove piazze, più flessibili e meno cementificate.
Da Barcellona a Copenaghen fino a Bologna, tre esperienze diverse mostrano come spazi nati per altre funzioni possano essere ripensati: meno asfalto, più verde e ombra, nuove modalità di utilizzo e strutture esistenti trasformate invece di essere cancellate. Soluzioni che partono da vincoli concreti e provano a restituire alle piazze una funzione urbana. A Barcellona, nel quartiere di Sant Antoni, il progetto dello studio Leku ha trasformato strade e incroci in una sequenza di piccoli spazi pubblici, percorsi pedonali e aree di sosta. L’intervento ha puntato su soluzioni flessibili e reversibili, con sedute e arredi capaci di modificare l’uso dello spazio senza richiedere grandi opere. 🔗 Leggi su Lanazione.it
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