Restano i fiori | Valentina Tamborra racconta l’identità che sopravvive alla tortura
Valentina Tamborra ha condiviso il suo racconto di resilienza, descrivendo come i simboli sulla sua vita rappresentino momenti di sofferenza e di gioia. Sassi vengono usati per ricordare il dolore, fiori per i momenti felici e candele per le persone scomparse. Ogni elemento è posizionato su un filo che simboleggia la sua esistenza, testimonianza di una storia che la violenza ha cercato di interrompere.
Sassi per ricordare il dolore, fiori per i momenti di gioia, candele per chi non c’è più. Su un filo che rappresenta la propria vita, ogni elemento serve a ricostruire una storia che la violenza ha provato a interrompere. È da questa immagine che nasce “Restano i fiori – L’identità che sopravvive alla tortura”, il progetto multimediale della fotografa e giornalista Valentina Tamborra, realizzato per Medici Senza Frontiere e in mostra a Palermo dal 30 settembre all’11 ottobre. Il lavoro della fotoreporter pone al centro del suo progetto immagini di soggetti che con la loro testimonianza iconografica rispondono alla domanda “Cosa rimane dell’essere umano quando la violenza cerca di cancellarne l’identità?”. 🔗 Leggi su It.insideover.com

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