Quanto possiamo fidarci di Pangram?
Pangram, il software considerato il principale strumento per identificare testi generati dall'intelligenza artificiale, potrebbe comunque fornire risposte inaffidabili. Qualche settimana fa, il Wall Street Journal ha pubblicato un editoriale che criticava il segretario al Tesoro statunitense, scritto dall’imprenditore Stanley Druckenmiller. La critica riguarda anche il ruolo di Pangram nel distinguere i contenuti automatizzati, sottolineando che i risultati ottenuti con il software devono essere interpretati con cautela.
È il software di riferimento per riconoscere i testi generati dall'AI, ma anche i suoi responsi andrebbero presi con cautela Qualche settimana fa il Wall Street Journal ha pubblicato un editoriale dell’imprenditore Stanley Druckenmiller piuttosto critico nei confronti del segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent. Più che il suo contenuto, però, a far discutere online è stato soprattutto il sospetto che fosse stato scritto usando sistemi di intelligenza artificiale (AI), per via di uno stile piuttosto piatto, simile a quello tipico dei testi generati. Nei giorni successivi, Druckenmiller ammise di avere usato le AI e fu difeso dal responsabile delle pagine delle opinioni del quotidiano, secondo cui questi strumenti sono ormai «parte della vita moderna». 🔗 Leggi su Ilpost.it

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