Le restrizioni Usa sui chip non fermano Pechino Ma l’AI impone cooperazione tra Stati Uniti e Cina per fare fronte ai rischi
Le restrizioni statunitensi sull’export di chip non hanno bloccato i progressi dell’intelligenza artificiale in Cina. Nonostante la pressione sui sistemi di calcolo avanzato, Pechino continua a sviluppare tecnologie IA. La situazione ha portato a una crescente cooperazione tra Stati Uniti e Cina per affrontare i rischi legati all’intelligenza artificiale. Le misure statunitensi mirano a limitare l’accesso a componenti chiave, ma non hanno impedito il proseguimento degli investimenti cinesi nel settore.
“Le restrizioni statunitensi sull’export di chip hanno esercitato pressione sul calcolo di frontiera (ovvero l’uso della massima potenza di calcolo oggi disponibile per addestrare i sistemi di IA più avanzati, ndr), ma non hanno fermato i progressi della Cina nell’IA”. A dirlo è Liu Shaoshan, direttore della divisione Embodied Artificial Intelligence presso lo Shenzhen Institute of Artificial Intelligence and Robotics for Society (AIRS), istituto di ricerca fondato con il contributo della Chinese University of Hong Kong. Secondo l’esperto, che ha condotto i suoi studi presso l’ Università della California e poi ad Harvard, “l’IA creerà sfide ben più ampie della competizione tra Stati Uniti e Cina ” rendendo necessaria una cooperazione per affrontare insieme i rischi che nessuno dei due Paesi è in grado di gestire da solo. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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