Al Mondiale niente radioline? Van der Poel dice sì | Dà vita alle gare Bisogna correre d' istinto
Durante il Mondiale di Montreal, Mathieu Van der Poel ha espresso il suo parere sulla mancanza di radioline durante la gara, affermando che questa situazione rende le corse più vive e richiede di correre d’istinto. Il ciclista ha sottolineato che senza dispositivi di comunicazione, le gare risultano più autentiche e imprevedibili. La sua opinione si inserisce nel dibattito tra i corridori sulla scelta di eliminare le radioline nelle competizioni.
Senza le radioline è meglio. Al partito di chi la pensa così si iscrive definitivamente Mathieu Van der Poel, uno dei grandi campioni di quest’epoca appena reduce da un Mondiale – quello di Montreal in Canada – corso splendidamente all’offensiva anche se, a conti fatti, anche in maniera un po’ scriteriata. Il dubbio resta: se Mvdp invece di muoversi già a 100 km dalla fine avesse aspettato un po’, visto che comunque poi è riuscito a mettersi al collo il bronzo, avrebbe vinto? La controprova non c’è e mai ci sarà, intanto però Van der Poel ha speso nel dopo-gara parole importanti sul fatto che l’assenza delle radioline per comunicare con l’ammiraglia – com’è noto, al Mondiale non ci sono a differenza delle corse World Tour – rende le corse meno controllate e più spettacolari, comunque più affidate alle decisioni immediate dei corridori. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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