Tra volte stellate mandrie di cavalli gole di rocce rosse attraverso il cuore dell’Asia centrale Alla scoperta dell’ospitalità e della cultura nomade Per stupirsi insieme tra chiacchiere e profondi silenzi
Un gruppo di viaggiatori attraversa l’Asia centrale, passando tra gole di rocce rosse e mandrie di cavalli. Si fermano davanti a un lago che riflette il cielo, con file di yurte che interrompono l’orizzonte. Sullo sfondo, montagne spesso innevate, sotto un cielo azzurro. La scena mostra l’interazione tra la cultura nomade e il paesaggio naturale, con momenti di silenzio e conversazioni tra i presenti.
A cqua che riflette il cielo. File di yurte che interrompono l’orizzonte. Intorno, sullo sfondo, le vette spesso innevate, e sopra di noi un azzurro limpido e intenso. Tutto sembra dilatarsi verso le montagne che qui non chiudono il paesaggio ma lo incorniciano. Un viaggio “mamma e figlia” non è mai banale, quindi nemmeno la destinazione avrebbe potuto esserlo. E così, io e Marianna abbiamo optato per una rotta fuori dalle righe: il Kirghizistan, la più piccola tra le ex repubbliche sovietiche nel cuore dell’Asia centrale, stretta tra Cina, Kazakistan, Uzbekistan e Tagikistan. Le rocce rosse in arenaria nella Gola di Boom, lungo la strada principale che collega la capitale Bishkek al grande Lago Issyk-Kul. 🔗 Leggi su Iodonna.it

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