Il coraggio di non piegarsi Quel no che costò la prigionia Il sacrificio di cinque uomini
Dopo l’8 settembre 1943, cinque uomini si opposero al nazifascismo e furono deportati nei campi di concentramento tedeschi. Le loro scelte di resistere costarono loro la prigionia e l’internamento. Le storie di questi uomini rappresentano un esempio di coraggio e di rifiuto di piegarsi alle oppressioni dell’epoca. Nessuna delle loro testimonianze è stata resa pubblica, ma le loro azioni sono ricordate come simbolo di resistenza.
Cinque storie di uomini che, dopo l’8 settembre 1943, dissero no al nazifascismo pagando quella scelta con la deportazione e l’internamento nei campi di concentramento tedeschi. Ieri mattina, nella Galleria delle Statue di Palazzo Ducale, il prefetto di Lucca Cristina Favilli ha consegnato cinque Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica alla memoria di Bruno Micheli, Endro Pedrigi, Lorenzo Pinelli, Mario Rocchiccioli e Attilio Sanfilippo. A ritirare le onorificenze sono stati i familiari, protagonisti di una cerimonia inserita nelle celebrazioni della Giornata nazionale degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, istituita con la legge del 13 gennaio 2025. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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A volte cambiare non significa aver sbagliato. Significa avere il coraggio di riconoscere che ciò che senti più tuo oggi può essere diverso da ciò che sentivi tuo ieri. Io quel coraggio l’ho avuto. E questa volta, la scelta l’ho fatta con una consapevolezza diversa. I facebook
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Il coraggio di non piegarsi . Quel no che costò la prigionia . Il sacrificio di cinque uominiDeportati dai tedeschi, a Palazzo Ducale consegnate ai familiari le onorificenze del Quirinale . Il prefetto Cristina Favilli: Ricordare cosa avvenne è un dovere civico e morale . lanazione.it
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