Una legge elettorale anti-partitini | ecco di cosa ha paura il Governo e perché pensa prima alle regole che al consenso
Il Parlamento sta discutendo una legge elettorale che mira a ridurre i partiti piccoli. La proposta prevede limiti più severi per le liste minori e restrizioni alle coalizioni. Il governo si concentra sulla definizione di regole più stringenti, lasciando in secondo piano il consenso degli elettori. La discussione si svolge in un clima di tensione tra le forze politiche, con le opposizioni che criticano le restrizioni e la maggioranza che insiste sulla necessità di stabilità.
Sebbene Giorgia Meloni abbia investito molto sul traguardo dei quattro anni di governo e sulla narrazione della stabilità, l’iter della legge elettorale lascia pensare che la compagine di governo sia meno tranquilla di quanto faccia pensare. Il che è insolito: per quanto il referendum sulla giustizia abbia mostrato che il governo non è invincibile, un esecutivo che vuole mostrarsi forte ci si aspetta che punti più sul consenso che sulle regole. Soprattutto se il nemico individuato sono i “partitini”. Già alla Camera era stato approvato l’emendamento Russo, che per fermare questo fenomeno prevedeva di non inserire nel computo dei voti di una... 🔗 Leggi su Tpi.it

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Temi più discussi: Come il Senato ha modificato la riforma della legge elettorale; Cosa prevede la nuova legge elettorale: preferenze, firme, soglia, tutti i punti della riforma; Il pasticcio della legge elettorale a rischio ricorsi per anti costituzionalità; Cosa prevede la legge elettorale approvata dal Senato: premio di maggioranza, preferenze (monche), il nodo delle firme.
Mentana ha torto, noi non siamo una tv anti-Meloni. E sulla legge elettorale non usa mezzi termini: Imbroglia, quindi è una legge tarocca. Luca Telese, conduttore di In Onda e direttore del Centro, si racconta in un’intervista a Fanpage.it e affronta diversi t facebook
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