Rinnovabili le imprese venete vogliono il nucleare | Così energia meno costosa Le ipotesi di Marghera e Porto Tolle
Le aziende venete nel settore delle rinnovabili spingono per il ritorno al nucleare, sostenendo che potrebbe abbassare i costi dell’energia. Attualmente, si ipotizzano mini centrali in alcune aree industriali, tra cui Porto Marghera, Porto Tolle e Fusina, ma non ci sono progetti ufficiali avviati. Le discussioni si limitano a suggestioni, senza sviluppi concreti o approvazioni ufficiali.
Sul ritorno al nucleare, oggi si può ragionare per suggestioni, poco altro. Si pensa ai luoghi in cui sono state ipotizzate negli anni (anche recenti) mini centrali: Porto Marghera, Porto Tolle, Fusina, ma senza progetti concreti. Eppure con il ddl del ministro all’Ambiente Pichetto Fratin, il dibattito è già diffuso. Il bisogno di energia continua a crescere e i sostenitori di quella dell’atomo (oggi meno invasiva e più sicura) non hanno mai smesso di insistere, anche dopo il referendum del 1987 che l’aveva cancellata. Dire che il nucleare è tornato sarebbe ambizioso, il governo ora può legiferare attraverso decreti attuativi e il piano potrà entrare in funzione dopo il 2033, ma la volontà politica c’è. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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