Vangelo del 24 settembre 2026 | perché chi ha la coscienza sporca non ha pace

Notizia in breve

L'inquietudine di Erode, descritta nel Vangelo del 24 settembre 2026, è il punto di partenza di un commento che evidenzia come anche chi si trovi in condizioni di distacco o cattiveria possa conservare un desiderio di verità. Don Luigi Maria Epicoco sottolinea che questa tensione interiore può persistere anche in persone considerate lontane dalla fede o immerse in comportamenti negativi. La riflessione si concentra sulla presenza di questa pulsione, non sulla sua realizzazione o sulla sua natura.

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Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco parte dall’inquietudine di Erode per mostrare che persino nella persona più lontana e incattivita può sopravvivere un desiderio di verità. Erode vive nella paura e nella confusione provocate dalle proprie scelte, eppure desidera vedere Gesù. Epicoco ricorda che persino nel buio può sopravvivere un desiderio di verità e di Cristo. In quel tempo, il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti». Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». 🔗 Leggi su Lalucedimaria.it

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