Lo Stato nazionale non basta più a governare le sfide del presente
Nel 2006, 2014 e 2016, una figura politica ha prestato giuramento sulla Costituzione, rispettivamente durante i mandati di ministro e presidente del Consiglio, davanti ai presidenti della Repubblica. In quegli anni, ha ripetuto il suo impegno di fronte a due diversi capi dello Stato. Le occasioni si sono svolte in momenti distinti, sottolineando l'importanza simbolica del rito.
Per tre volte, nel 2006, nel 2014 e nel 2016 come ministro e come presidente del Consiglio ho giurato sulla Costituzione di fronte ai presidenti Napolitano e Mattarella. Poi nel 2019 ho prestato giuramento sui Trattati dell’Unione di fronte alla Corte di Giustizia di Lussemburgo. Nel giuramento del governo ci si impegna ad agire «nell’interesse esclusivo della Nazione», i commissari europei giurano invece di agire «nell’interesse generale dell’Unione . senza accettare istruzioni da alcun governo nazionale». Già oggi, dunque, l’Unione Europea contraddice l’esclusiva della sovranità in capo agli Stati-nazione. Il punto è proprio questo: come riuscire a far convivere diversi livelli di sovranità . 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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