Europe first? Tre divari tra ambizione e mezzi L’analisi di Zeneli
Tre differenze tra ambizione e mezzi caratterizzano le attuali politiche europee. Nel 2020, nel suo primo discorso sullo Stato dell’Unione, la presidente della Commissione europea dichiarò che la leadership europea “non significa Europe First”. La frase evidenzia una distanza tra le promesse di priorità condivise e le risorse effettivamente disponibili. La discussione riguarda le capacità di investimenti e strumenti per attuare le strategie promosse a livello continentale.
Nel suo primo discorso sullo Stato dell’Unione, nel 2020, Ursula von der Leyen aveva insistito sul fatto che la leadership europea “non significa Europe First”. Sei anni dopo, il messaggio è è cambiato: “Il destino dell’Europa deve restare nelle mani degli europei”. Richiamando Charles Dickens e il suo “era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi”, von der Leyen ha sintetizzato bene la lettura che Bruxelles dà del momento attuale: un’epoca di discontinuità segnata da pandemia, guerra in Ucraina, crisi energetica, competizione con la Cina, sconvolgimento tecnologico, guerra cognitiva e relazioni internazionali che non possono più essere date per scontate. 🔗 Leggi su Formiche.net

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