I bambini non vanno separati in base alla loro provenienza
La Cgil Forlì Cesena si oppone all’idea di fissare un limite al numero di studenti stranieri nelle classi scolastiche. Il sindacato sostiene che questa misura potrebbe portare alla separazione tra studenti di diversa provenienza, invece di favorire inclusione e coesione. La posizione si basa sulla convinzione che i bambini non debbano essere divisi in base alle origini, e che la scuola debba rimanere un ambiente di integrazione.
Cgil Forlì Cesena interviene nel dibattito sull’annunciato tetto agli alunni di origine straniera nelle classi e afferma la propria contrarietà a una misura che, secondo il sindacato, "rischia di trasformare la scuola da luogo di inclusione e coesione sociale a spazio di separazione". "La scuola pubblica deve essere prima di tutto un luogo di uguaglianza, inclusione e coesione sociale. Per costruire una vera inclusione non servono tetti agli alunni stranieri, ma investimenti strutturali: classi meno numerose, assunzioni stabili di docenti e personale Ata, mediatori linguistico-culturali e figure di supporto pedagogico. Il problema non è la presenza degli studenti stranieri, ma la mancanza di risorse per garantire a tutte e tutti una scuola di qualità", dichiara Alexander Fiorentini, segretario generale Flc Cgil Forlì Cesena. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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