Bologna e la ristorazione lo chef Max Poggi | È una fase di transizione e il turista non è tutto Basta chef egoriferiti si punti all' accoglienza

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Lo chef Max Poggi invita a una svolta nella ristorazione bolognese, sottolineando che la fase attuale è di transizione e che il turista non è l’unico focus. Critica la presenza di chef egoriferiti, proponendo invece un’attenzione maggiore all’accoglienza. Tra i locali citati ci sono Serra Sole, Al Cambio, Vicolo Colombina, Circolo Bononia e Zarden. Poggi ricopre anche ruoli di rilievo, tra cui la presidenza di associazioni di settore e in CNA Emilia-Romagna per l’agroalimentare.

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Serra Sole, Al Cambio, Vicolo Colombina, Circolo Bononia, Zarden. E poi la presidenza di Chef to chef e quella in CNA Emilia-Romagna per l’agroalimentare. La lente attraverso la quale Max Poggi può filtrare questo momento storico per la ristorazione bolognese è sicuramente preziosa.  Cosa vede, chef?«Che la ristorazione stia vivendo un momento di transizione è fuori da ogni dubbio. Le analisi mostrano che la piccola e media ristorazione soffre, mentre i grandi gruppi e le catene soffrono meno e assorbono parte del pubblico. Ma bisogna aver presente che oggi i ristoranti svolgono anche un servizio sociale. I ragazzi non frequentano più le discoteche o i bar di quartiere di una volta, ma socializzano nei punti di ristoro tra apericene e sushi. 🔗 Leggi su Corrieredibologna.corriere.it

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