Ai perché bisogna imparare logica e creatività non algoritmi
Negli ultimi tre anni si sono moltiplicate discussioni sul rapporto tra uomo e intelligenza artificiale, con particolare attenzione ai rischi legati agli algoritmi e alla loro influenza sui processi decisionali. Sono stati sollevati timori riguardo alla possibilità che le macchine sostituiscano o ridimensionino le capacità umane, e sulla necessità di regolare i sistemi algoritmici. Questi dibattiti hanno evidenziato la preoccupazione che il rapporto tra uomo e tecnologia possa diventare troppo centrato sulle macchine stesse.
Negli ultimi tre anni ho sentito molto spesso commenti sul rapporto tra uomo e macchina, sui pericoli dell’IA, sulla necessità di controllare i ‘ragionamenti’ algoritmici, sulla inevitabilità che questo rapporto non possa che essere antropocentrico. Ovviamente lo spazio pubblico, in particolare nella sua espressione politica, ha manifestato una varietà di opinioni significative. Del resto, il sistema pubblico rappresenta circa il 13,5% della forza lavoro del nostro Paese, e di conseguenza deve occuparsi di regolare l’utilizzo di questi strumenti da parte dei dipendenti pubblici. Inoltre, la politica ha la possibilità e il dovere di varare le norme con le quali si possono definire regole etiche e di comportamento, così come velocizzare o rallentare l’evoluzione tecnologica italiana. 🔗 Leggi su Ilsole24ore.com

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