Lasciami venire con te mi disse Régine Così in taxi mi feci raccontare cos’era successo
Una mano ha afferrato il braccio di una persona mentre usciva da un bar vicino all’Olympia, dopo una notte trascorsa tra amici. La richiesta di Régine di accompagnarla si è trasformata in un racconto che si è svolto in un taxi, dove è stato ascoltato un episodio descritto come apocrifo, tratto da un racconto di Joseph Kessel. L’episodio si è concluso con il soggetto che si è fatto raccontare cosa fosse accaduto.
Da un racconto apocrifo di Joseph Kessel. Stavo uscendo dal bar dell’Olympia verso l’aria pura del boulevard dopo una notte allegra quando una mano mi strinse il braccio. Piccola e sfolgorante di gioielli, la riconobbi subito: era la mano di Régine, una belga dell’aria spagnola che, come tante altre, aveva potuto cambiare il nome, ma non l’accento. “Che c’è, Régine?” “Portami con te, Juju”, mi supplicò. (Sono Juju per i colleghi giornalisti e per le signorine senza professione). “Régine, sono le 5 e voglio solo andare a dormire.” “Lasciami venire con te. Saremo in due”. I suoi occhi tradivano una richiesta così disperata che ne fui un po’ inorgoglito. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

She escapes to open a shop,while her face-blind emperor falls for her again,unaware shes his queen!
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