Eroe scomodo Ma i suoi valori sopravvivono
Un migliaio di fazzoletti bianchi sono stati agitati dalle finestre del carcere di San Vittore in segno di lutto. I detenuti hanno reso omaggio al vicecomandante delle guardie di custodia, ucciso il 20 aprile 1978 dalle Brigate Rosse. L’evento si è verificato due giorni dopo l’agguato contro il maresciallo maggiore Francesco di Cataldo. La cerimonia si è svolta nel rispetto della memoria di una figura delle forze dell’ordine.
Mosca* Un migliaio di fazzoletti bianchi si agitano dalle finestre del carcere di San Vittore. È il tributo dei detenuti al vicecomandante delle guardie di custodia, il maresciallo maggiore Francesco di Cataldo, assassinato due giorni prima, il 20 aprile 1978, dalle Br. Sotto un cielo plumbeo che tuona, il feretro lascia la camera ardente, nell’atrio del carcere, seguito da una folla commossa; tra le autorità anche il ministro di Grazia e Giustizia, il prefetto e il questore; e poi decine di corone di fiori, di cui due acquistate con una colletta dai detenuti. Per il Paese è un momento di forte tensione politica e sociale. Sono i giorni del sequestro Moro. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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