L' infettivologo Nicola Cocco | Mai fatto fare certificati falsi ai migranti I Cpr sono luoghi che non dovrebbero esistere
Un infettivologo ha chiarito di non aver mai richiesto certificati falsi ai migranti e ha descritto i Centri di Permanenza Ristretta come luoghi ingiustificabili. La campagna pubblica punta a evidenziare i rischi per la salute delle persone trattenute, concentrandosi sulla «patogenicità» dei Cpr. Non si tratta di una rete per falsificare documenti, ma di un'iniziativa per sensibilizzare sui possibili effetti sulla salute.
Una campagna pubblica sulla «patogenicità» dei Cpr, cioè sui possibili effetti sulla salute delle persone che vi vengono trattenute e non una rete per produrre certificati falsi. È la versione di Nicola Cocco, infettivologo ed esperto di medicina delle migrazioni, finora unico indagato per associazione per delinquere nell'inchiesta della Procura di Ravenna sui presunti certificati di non idoneità per evitare il trasferimento dei migranti nei Centri di permanenza per il rimpatrio. Secondo l'ipotesi accusatoria, l'inchiesta avrebbe fatto emergere un coordinamento nazionale finalizzato a ostacolare i trasferimenti nei Cpr attraverso certificazioni di non idoneità. 🔗 Leggi su Corrieredibologna.corriere.it
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Falsi certificati Cpr, Cocco si difende: Luoghi patogeni, come può un medico certificare idoneità
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