La responsabilità dell’università | Troppi Einstein e Marie Curie persi Cerchiamo i talenti ancora invisibili
Un’università riconosce di non poter eliminare tutte le disuguaglianze, ma afferma di poter scegliere se concentrarsi solo sui talenti già evidenti o se impegnarsi per scoprire e valorizzare anche quelli ancora invisibili. La discussione riguarda il ruolo dell’ateneo nel favorire l’emergere di nuove competenze e capacità, oltre a quella di selezionare i talenti già noti. La responsabilità viene attribuita alla capacità di creare condizioni che permettano a talenti nascosti di emergere e essere riconosciuti.
"Un’università non può da sola correggere tutte le disuguaglianze. Sarebbe ingenuo pensarlo. Ma può, anzi deve, scegliere da che parte stare. Può, anzi deve, decidere se limitarsi a selezionare il talento già visibile o se costruire le condizioni perché altro talento diventi visibile". Si apre con una scelta precisa il 125esimo anno accademico dell’ Università Bocconi, con il rettore Francesco Billari che punta - numeri e storie di ex alunni alla mano - sul ruolo e sulla responsabilità dell’istruzione in una società che ancora oggi conta troppi “lost Einsteins” e“lost Marie Curies”, "potenziali innovatori che non emergono non perché manchi il talento, ma perché caratteristiche date dalla nascita continuano a incidere profondamente sulla probabilità di diventare inventori". 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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