Ilva Sperti Uilm | Anche senza area a caldo anni per far ripartire Taranto La cordata italiana? Il suo vero interesse è Genova
Il futuro dell’acciaieria di Taranto dipende dalla decisione della Corte di Cassazione, che riguarda la riapertura o meno degli altoforni. Tuttavia, i rappresentanti sindacali affermano che, indipendentemente da questa scelta, ci vorranno anni per far ripartire lo stabilimento. Inoltre, si dice che la vera priorità di una cordata italiana sarebbe il sito di Genova, non quello di Taranto.
Il destino dell’ Ilva di Taranto è nelle mani della Cassazione, ma al di là della sopravvivenza o meno degli altoforni, i sindacati sanno che dovranno gestire le difficoltà del futuro, non legate solo alla chiusura dell’area a caldo. Quattordici anni dopo il sequestro degli impianti all’epoca nelle mani della famiglia Riva con l’ipotesi di disastro ambientale, il segretario generale della Uilm, Davide Sperti, non ha dubbi: “La situazione è peggiorata”. Perché in oltre un decennio, sostiene, quella dell’acciaieria si è trasformata in una storia di “irresponsabilità e incompetenza”. E il futuro appare complicato, a causa delle condizioni dell’impianto pugliese e dei reali obiettivi degli indiani di Jindal e della cordata italiana di Federacciai, il duo in corsa per rilevare il complesso industriale. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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Ex Ilva, Uilm: Volontà del governo di intervenire per lavoratori
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