Migranti perquisiti 23 medici per i certificati anti-Cpr | un nuovo indagato L’Ordine | Non siamo ausiliari della sicurezza
La Procura di Ravenna ha perquisito 23 medici coinvolti nella certificazione di idoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri. Un nuovo indagato si aggiunge all’inchiesta, che ora sospetta l’esistenza di un’organizzazione su scala nazionale. L’Ordine dei medici ha ribadito che i professionisti non sono ausiliari della sicurezza. L’indagine si concentra sui certificati medici e sulla possibile rete organizzata dietro le pratiche.
La Procura di Ravenna allarga l’inchiesta sui certificati medici di non idoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) e ipotizza ora l’esistenza di una struttura organizzata su scala nazionale. Mercoledì 16 settembre, ventitré medici, soprattutto infettivologi e psichiatri, sono stati sottoposti a perquisizioni personali, locali e informatiche in nove città, con sequestri di cellulari e computer. Di questi, soltanto uno è indagato: Nicola Cocco, infettivologo della Società italiana di medicina delle migrazioni (Simm), già consulente del Garante nazionale dei detenuti. Gli altri 22 non risultano attualmente iscritti nel registro degli indagati. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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