Il riscatto della techno palestinese | Sama' Abdulhadi e il peso della musica in tempi di guerra
Una dj palestinese, nata nel 1990 e cresciuta a Ramallah, ha raggiunto un grande successo internazionale nel 2018 grazie a un set trasmesso da Boiler Room che ha superato i 10 milioni di visualizzazioni. Da allora, si è esibita in festival come Coachella e Glastonbury. La sua musica, di stampo techno, ha attirato l’attenzione di un pubblico globale e ha rappresentato un punto di riferimento per la scena musicale della regione.
Classe 1990, giordana di origine palestinese, cresciuta a Ramallah, il salto di Sama' Abdulhadi arriva nel 2018, con un dj set per Boiler Room che supera i 10 milioni di visualizzazioni e la porta su palchi come Coachella e Glastonbury. «Beirut è stata la mia prima terapista», dice di quegli anni: è lì che ha scoperto i club, i synth, la libertà . Da allora la musica è rimasta il suo modo di elaborare tutto il resto. Da due anni non pubblica più musica propria: «È stato difficile con il cervello che va ovunque», dice. Il tempo e l'energia li ha spostati altrove: remix di artisti palestinesi, una colonna sonora per un film sul campo profughi di Jenin, la kefiah che ormai indossa su ogni palco. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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