Caso Revolut dopo la truffa con la pec della prefettura di Reggio Calabria il Garante Privacy avvia verifiche sulle banche italiane
Il Garante Privacy ha avviato verifiche sulle banche italiane dopo il caso Revolut, legato a una truffa con una PEC della prefettura di Reggio Calabria. Le indagini mirano a verificare eventuali vulnerabilità nei sistemi di accesso delle banche e a controllare se ci siano stati altri tentativi di infiltrazione. Le autorità chiedono anche agli istituti di rafforzare i controlli interni per prevenire ulteriori incidenti di sicurezza.
Una verifica immediata su eventuali falle nella sicurezza degli accessi delle banche italiane, sia per appurare se vi siano stati altri casi di tentata infiltrazione, come nella vicenda Revolut, sia per richiamare gli istituti bancari a un controllo efficace al proprio interno. Ad avviarla – secondo quanto apprende l'Ansa – l' Autorità Garante della Privacy dopo la violazione dei dati dei clienti Revolut, attraverso una mail compromessa della prefettura di Reggio Calabria. La truffa con la pec istituzionale Secondo quanto ricostruito, un gruppo di hacker sarebbe riuscito a farsi consegnare dalla banca digitale britannica dati sensibili – documenti d'identità , passaporti, informazioni sui conti, operazioni in Bitcoin – di alcune centinaia di correntisti, 680 secondo la stima del Financial Times. 🔗 Leggi su Gazzettadelsud.it
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