Procura antimafia l’Anm sull’esclusione di Ardita | Dubbi sull’autonomia del Csm serve trasparenza nelle nomine
L’Associazione nazionale magistrati ha espresso dubbi sulla trasparenza delle nomine del nuovo procuratore antimafia aggiunto. La questione ha sollevato preoccupazioni riguardo all’autonomia e all’indipendenza del Consiglio superiore della magistratura. La nomina, infatti, ha contribuito a alimentare interrogativi sulla trasparenza e sulla possibilità di influenze esterne nelle decisioni di nomina. La discussione riguarda anche il ruolo delle procedure e dei criteri adottati per queste scelte.
La vicenda della nomina del nuovo procuratore nazionale antimafìa aggiunto ha “oggettivamente contribuito ad alimentare interrogativi e preoccupazioni circa la piena percezione di autonomia e indipendenza” del Consiglio superiore della magistratura. Al rientro dalle ferie, l’ Associazione nazionale magistrati prende una posizione forte sul caso che in estate ha coinvolto Sebastiano Ardita e la sua corsa al posto di numero due della Direzione nazionale antimafia (Dna). Ardita, attuale procuratore aggiunto a Catania, era a un passo dall’ottenere l’incarico – il suo nome era stato proposto a maggioranza dalla commissione competente – quando il Csm ha azzerato la pratica adottando una nuova interpretazione dei criteri per le nomine, grazie alla quale è prevalsa un’altra candidata, Franca Imbergamo, pm alla super-Procura. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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