Taiwan fa paura a Pechino perché dimostra che una Cina democratica può esistere
La vicepresidente di Taiwan, Bi-khim Hsiao, ha partecipato a Ventotene alla Seconda Conferenza sulla Libertà e la Democrazia. La sua presenza mette in discussione l’idea che solo un sistema autoritario possa mantenere il controllo sulla regione. La visita avviene in un momento di tensione tra Pechino e Taipei, con la Cina che considera Taiwan una provincia ribelle. La partecipazione di un rappresentante taiwanese in un evento internazionale senza restrizioni evidenzia la volontà di Taiwan di affermare la propria identità democratica.
La visita a Ventotene della vicepresidente di Taiwan Bi-khim Hsiao per partecipare alla Seconda Conferenza sulla Libertà e la Democrazia, promossa dal Parlamento europeo e dalla sua vicepresidente Pina Picierno, non è stata comunicata alla stampa fino all’ultimo momento per evitare che la macchina della ritorsione cinese fosse messa pienamente in campo. La reazione scomposta di queste ore del governo cinese conferma la bontà di quella scelta. L’aggressività di Pechino nei confronti dei leader della Cina democratica di Taiwan non è purtroppo soltanto verbale e alle massicce campagne di disinformazione vengono spesso affiancate azioni di guerra ibrida. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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