Il corpo strumento di lotta L’aborto vissuto sulla pelle E l’arresto in nome di molte

Notizia in breve

Un arresto ha coinvolto attivisti durante una manifestazione femminista, dove alcune persone sono state fermate per aver partecipato a proteste contro le restrizioni sull’aborto. La manifestazione ha visto anche l’uso di simboli come il triangolo formato con le mani, simbolo storico delle lotte femministe. La protesta ha attirato l’attenzione sulla difesa dei diritti riproduttivi e sulla condizione delle donne che vivono l’esperienza dell’aborto come una battaglia personale e sociale.

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Le braccia tese in alto, le punte dei pollici unite, quelle degli indici pure: quel triangolo che parla alla piazza e guarda lontano è il simbolo delle lotte femministe. Sotto a quelle braccia, a quelle mani sottili, c’è una giovane donna, un sorriso luminoso e fiero nonostante sia circondata da carabinieri. È il 16 giugno del 1975: Emma Bonino, 27 anni, insegnante di inglese, viene arrestata davanti al seggio della sua Bra per procurato aborto, un reato nell’Italia di allora. Lei si è autodenunciata qualche mese prima per scuotere il Paese e la politica, per chiedere diritti e libertà di autodeterminarsi per le donne. Da allora la disobbedienza civile diventa la cifra della sua attività di militante. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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