Carcere di Opera piazza di spaccio Pizzini droni minacce A comandare è il narco-broker Orazio Desiderato con i cartelli della camorra e la mala locale

Notizia in breve

Nel carcere di Opera, sono stati scoperti messaggi e strumenti come pizzini e droni collegati a una rete di spaccio. A gestire il traffico è un narco-broker calabrese, nato nel 1974, che avrebbe legami con la ‘ndrangheta e i cartelli della camorra. A luglio, nel carcere, avrebbe discusso con la compagna di piani riguardanti l’affidamento in una comunità. Le indagini hanno evidenziato il coinvolgimento di gruppi criminali locali e nazionali.

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Francesco Orazio Desiderato, calabrese classe ’74, narco-broker alla milanese imparentato con la potente ‘ndrangheta dei Mancuso di Limbadi, nel luglio scorso a colloquio nel carcere di Opera con la compagna progettava il suo futuro e l’affidamento in una comunità. Di certo, il boss, già affetto da un tumore, contava in quel momento su una relazione medico-legale considerata dagli inquirenti “funzionalmente indirizzata” a sostenere la sua incompatibilità con il carcere. Peccato per lui che in quel momento le microspie messe dalla Polizia penitenziaria, su disposizione del pm antimafia Gianluca Prisco, registrassero tutto da oltre tre mesi,... 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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