Nairobi la resistenza agostiniana nel cuore fragile della capitale keniana
A Nairobi, un residente ricorda come un tempo il fiume vicino alla città fosse più profondo, permettendo di pescare e nuotare. Ora, invece, il corso d’acqua è molto meno accessibile a causa dell’inquinamento causato da abitanti e attività commerciali che si sono insediate nei dintorni. La trasformazione del fiume evidenzia il deterioramento ambientale nel cuore della capitale kenyana.
Guglielmo Gallone – Inviato da Nairobi «Quando eravamo piccoli il fiume era molto più profondo. Qui pescavamo e facevamo il bagno. Oggi non si può più: gli abitanti e le aziende intorno lo hanno inquinato. Ormai alla comunità non serve più. Il governo sta facendo molto per metterci una pezza, ma guardate in che stato si trova». Edgard e Leonard hanno 23 e 26 anni, sono due studenti eccellenti della scuola di Baba Dogo gestita dagli agostiniani e ci stanno accompagnando nella periferia nord-orientale di Nairobi. Davanti scorre il Ruaraka River, tra case addossate l’una all’altra, piccoli orti ricavati sulle sponde, rifiuti e scarichi che finiscono direttamente nell’acqua. 🔗 Leggi su Vaticannews.va

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