Pluriclassi docenti trattati come ’trottole’
Le pluriclassi mantengono aperte le scuole nei piccoli centri dell’Appennino, ma i docenti sono trattati come ‘trottole’. Le cattedre sono composte da spezzoni di ore provenienti da scuole a distanza di diversi chilometri, e queste organizzazioni non funzionano. La presenza di più classi in un’unica aula rende difficile la gestione, mentre le ore distribuite tra più sedi creano disagi e complicazioni senza un’effettiva continuità didattica.
Le pluriclassi permettono di tenere aperti i piccoli plessi scolastici dell’Appennino ma, al contempo, le cattedre formate da spezzoni di ore di scuole a distanza di diversi chilometri tra loro non funzionano affatto. "Il nuovo sistema colpisce vita e stipendio dei docenti di educazione motoria, globetrotter della precarietà" afferma la Cisl. Dodici ore a Reggio, otto a Toano, a più di un’ora d’auto dal capoluogo, per un totale di venti ore di educazione motoria. Sulla carta è una cattedra, nella realtà significa tenere insieme città e montagna, scuole diverse, orari da coordinare e chilometri da percorrere a proprie spese, con uno stipendio già all’osso. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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