L’ultima lettera di Enzo Bianchi al priore di Bose prima di morire | Vorrei che in questi ultimi giorni si trovassero cammini di riconciliazione

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Nell’ultima lettera inviata prima della morte, l’autore esprime il desiderio che negli ultimi giorni si trovino strade di riconciliazione visibile con i destinatari. Afferma di essere consapevole di essere vicino alla fine e sottolinea l’importanza di incontrarsi e vedersi. La richiesta si concentra sulla ricerca di un rapporto di pace e di chiarezza tra le parti, in un momento di conclusione.

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“Ho la consapevolezza che ormai sono alla fine e che è venuto davvero il tempo di sciogliere le vele. Vorrei proprio in questi ultimi giorni che si trovassero cammini di riconciliazione visibile con voi e che fosse possibile incontrarci e vederci . Spero che questo avvenga prima che io me ne vada”. Suonano come un testamento spirituale queste parole scritte da fratel Enzo Bianchi al priore di Bose, Sabino Chialà, nel giorno della Trasfigurazione, il sei agosto scorso. Prima della sua dipartita avvenuta all’inizio di questa settimana, il fondatore della comunità tra le colline del Piemonte e la Serra di Ivrea ha fatto per primo un passo nella speranza di iniziare un cammino verso la pacificazione con chi ha voluto che sei anni fa fosse allontanato per sempre dalla realtà che aveva fondato. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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