Speranza senza speranza | dopo il libro sulla fine del Covid che non era finito… ora dà lezioni alla destra sulla sicurezza
Il ministro della salute ha dichiarato che la sinistra deve riprendere in mano il discorso sulla sicurezza, affrontandolo in modo completo. Ha affermato che in presenza di un crimine non bisogna avere paura di usare termini come repressione e prevenzione. Questa presa di posizione arriva dopo aver scritto un libro sulla fine del Covid, che lui stesso ha riconosciuto non fosse conclusa. Ora si rivolge alla destra, parlando di sicurezza a 360 gradi.
“La sinistra si deve riprendere la parola sicurezza, a trecentosessanta gradi. Se c’è un crimine, non bisogna temere di usare la parola “repressione, insieme a “prevenzione. Non possiamo consegnare queste istanze alle destre. Proteggere le persone significa farsene carico.”. Non pago delle antiche gaffe e dei disastri sul Covid, c on tanto di libro sulla “guarigione” dal virus poi ritirato perché la strage proseguiva, l’ex ministro della Salute Roberto Speranza oggi si propone come “docente” in tema di sicurezza, con tanto di lezioncina, da sinistra, alla destra. “La destra, anche con la retorica armi e legittima difesa alla Roggero, è convinta che ci si salva da soli. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it
Segui gli aggiornamenti su Covid.

Ep. 10. Della speranza | Audiolibro: Domani, che vivrò | Atto 1 - Non spostatemi il deserto
Notizie e thread social correlati
La terra che si perde, la speranza da ricostruire: il monito della Cop17 sulla desertificazioneDurante la COP17, è stato evidenziato che la desertificazione sta rapidamente coinvolgendo aree non più solo aride, ma anche zone più fertili.
La “cartolina” di Giordano all’ex ministro Speranza: “Si parla di covid ma lei dove è finito? Decaparecido in vigile attesa?”Un messaggio pubblicato sui social da un giornalista chiede all’ex ministro Speranza dove sia finito, ironizzando sulla sua assenza mentre si parla...
Temi più discussi: Pietralata e il mercato della speranza; Gugerotti: cristiani d'Oriente a rischio estinzione, la speranza è nell'unità; Le voci degli altri; Le voci dietro le sbarre, in mostra scene di speranza.
Si sono sentiti soli. Abbandonati. Isolati. Senza più alcuna speranza. Giorno dopo giorno, mentre le condizioni della loro figlia disabile diventavano sempre più difficili da affrontare. Da soli non ce la facciamo più. Luca Abbasciano, 42 anni, e Valentina Pambi x.com
Si sono sentiti soli. Abbandonati. Isolati. Senza più alcuna speranza. Giorno dopo giorno, mentre le condizioni della loro figlia disabile diventavano sempre più difficili da affrontare. Da soli non ce la facciamo più. Luca Abbasciano, 42 anni, e Valentina Pambi facebook
Non ce la faccio più, mi sento un fallito senza speranza reddit
Inquieti, vulnerabili, lamentosi... Qui ci vuole una rivolta della speranzaIl Giubileo della speranza si colloca in un tempo di inquietudine e preoccupazione, per le troppe situazioni di conflitto aperte nel mondo, e per l’insufficiente impegno dispiegato per contrastare i ... avvenire.it
La passività è il più grande nemico della speranzaPoche parole sono vittime dei detti popolari come la parola speranza. Da spes ultima dea per passare a finché c’è vita c’è speranza, arrivando al più irridente chi vive sperando muore cantando. avvenire.it