Sopralluoghi soldi e veleni | contraddizioni sull' attentato a Ranucci Cosa non torna
Il 27 agosto, padre e figlio sono stati interrogati nello stesso giorno dalla procura di Roma. Durante i sopralluoghi, sono stati trovati soldi e veleni, elementi che non tornano nelle versioni fornite dagli indagati. Le due narrazioni divergono in alcuni dettagli, creando contraddizioni tra le dichiarazioni e le prove raccolte. La dinamica dell’attentato a Ranucci resta ancora poco chiara, con gli inquirenti che continuano a verificare i punti di disaccordo tra le versioni ufficiali.
C'è un punto, negli atti dell'inchiesta sull'attentato a Sigfrido Ranucci, in cui le due versioni degli indagati principali smettono di sovrapporsi. Antonio Passariello, 53 anni, e suo figlio Pellegrino D'Avino, 27, sono stati interrogati lo stesso giorno – il 27 agosto –, dal pm della Dda di Roma Edoardo De Santis. Uno la mattina, l'altro il pomeriggio. Entrambi ammettono la propria parte nella storia dell'ordigno esploso il 16 ottobre davanti alla casa dell'ex conduttore di Report. Ma su chi sapesse cosa, e su chi avesse in mano che cosa, i due verbali raccontano due storie diverse. Passariello è il padre, l'uomo che ha materialmente piazzato la bomba e l'ha fatta esplodere. 🔗 Leggi su Iltempo.it

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