Ravasi | Bianchi testimone di fraternità sempre fedele alla Parola di Dio
Un testimone di fraternità e fedeltà alla Parola di Dio viene ricordato come un rabbì che amava i banchetti. La figura di Bianchi, descritta in questi termini, richiama la vicinanza di Cristo alle persone, soprattutto nelle occasioni di convivialità. La sua testimonianza è stata richiamata in un discorso che sottolinea la sua costante fedeltà ai valori spirituali. La riflessione si è concentrata su come il suo esempio rappresenti un modello di amicizia e dedizione religiosa.
Cecilia Seppia - Città del Vaticano “Un rabbì che amava i banchetti”: con questa immagine capace di restituire la viva vicinanza di Cristo alla quotidianità umana, il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura apre il suo scrigno dei ricordi per omaggiare l'amico fraterno Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, scomparso oggi, 1 settembre, all'età di 83 anni. Un legame autentico che, per patto d'ironia e vicinanza anagrafica, rifiutava le liturgie della retorica postuma: «In passato, una volta abbiamo parlato di questa occasione, anche perché eravamo quasi contigui per questioni di età, 1943 lui, 1942 io, ebbene lui diceva: ‘chi muore per secondo prometta di non scrivere l'articolo-coccodrillo per il primo’. 🔗 Leggi su Vaticannews.va

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