Sanità penitenziaria UGL Salute | Un infermiere ogni 600 detenuti emergenza strutturale

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L’UGL Salute denuncia una grave carenza di personale nella sanità penitenziaria, con un infermiere ogni 600 detenuti. La situazione si aggrava a causa del sovraffollamento e delle condizioni operative sempre più difficili. Si evidenziano criticità legate alla sicurezza e alla gestione sanitaria nelle carceri. La richiesta è di organici più adeguati per garantire servizi efficaci e un ambiente di lavoro più sicuro per il personale.

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Gianluca Giuliano denuncia carenze di personale, sovraffollamento e condizioni operative sempre più complesse: «Servono organici adeguati e maggiore sicurezza». Roma, 31 agosto 2026 – «Un infermiere ogni 600 detenuti, in alcune realtà e soprattutto nei turni notturni, rappresenta la fotografia di una sanità penitenziaria che vive una vera e propria emergenza strutturale. Non possiamo considerare normale che un solo professionista debba farsi carico di un numero così elevato di persone, con responsabilità assistenziali enormi e condizioni operative estremamente complesse». Lo dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale UGL Salute. «Il sovraffollamento, l’elevata presenza di persone con patologie croniche, fragilità psichiche e dipendenze rendono il lavoro degli operatori sanitari negli istituti penitenziari particolarmente delicato. 🔗 Leggi su Puntomagazine.it

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Si parla di: Sanità penitenziaria, la denuncia dell’UGL: Un infermiere ogni 600 detenuti.

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