A Napoli spesso mi scambiano per un vucumprà ma io vendo poesie le mie La storia di Umeed Alì scrittore pakistano da 5 anni in città

Notizia in breve

Un uomo pakistano, presente nel centro storico di Napoli da cinque anni, viene spesso scambiato per un venditore ambulante, ma in realtà vende poesie scritte da lui stesso. Si muove tra i tavoli dei locali all'aperto indossando un abito tradizionale bianco, con un volto segnato e uno sguardo malinconico. La sua attività consiste nel proporre libri di poesie, differenziandosi dai venditori di oggetti di ogni genere che popolano l'area.

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Gli avventori del centro storico di Napoli hanno iniziato a conoscerlo da alcuni anni, mentre gira tra i tavoli dei localini all'aperto col suo abito tradizionale bianco, il volto scavato, lo sguardo malinconico, l’andatura lenta, non per vendere rose, accendini o ventagli, ma libri di poesie: le sue.  Ha scritto due libretti anche in italiano, sebbene la maggior parte della sua produzione è in lingua urdu o punjabi. Umeed Alì è arrivato in Italia una quarantina di anni fa da Khushab, una piccola cittadina del Pakistan. Da cinque vive a Napoli. Racconta di essere diventato molto conosciuto nella sua città, non lontana da Lahore o da Amritsar in India, dopo aver scritto un poema nel 1989 in onore dell’ex premier pakistano Zulfikar Alì Bhutto, ucciso 10 anni prima dai militari del regime. 🔗 Leggi su Napoli.corriere.it

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