Suicidio assistito dopo il caso lombardo la situazione nelle Regioni
Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, è stato il primo paziente in Lombardia a ricevere il suicidio assistito gestito interamente dal Servizio sanitario regionale. La sua morte ha aperto un dibattito sulla gestione di questa procedura nelle diverse Regioni italiane. Dopo il caso lombardo, altre aree stanno valutando come organizzare e regolamentare il servizio. La procedura è stata eseguita senza coinvolgimento di strutture private.
Il suicidio assistito di Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, è stato il primo in Lombardia ad essere gestito interamente dal Servizio sanitario regionale. Ma come funzionano le cose nel resto d’Italia? Oggi, anche in assenza di una legge nazionale, chi vive in condizioni di sofferenza fisica o psicologica insopportabile ha già diritto a ottenere aiuto medico alla morte volontaria: per garantire modalità certe per la procedura di verifica e attuazione del suicidio assistito prevista dalla Corte costituzionale può bastare una legge regionale. A fare il punto sulla situazione nelle varie Regioni è l’Associazione Luca Coscioni. 🔗 Leggi su Lapresse.it

In Lombardia il primo suicidio assistito gestito dal servizio sanitario
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