Pro Vita | in Lombardia la sanità pubblica diventa esecutrice di morte Fontana ritiri le linee guida
In Lombardia, il Servizio sanitario pubblico ha organizzato l’esecuzione di un decesso, includendo personale, farmaco letale, strumentazione e luogo. La decisione è stata presa senza limitarsi a verificare i requisiti stabiliti dalla Consulta. L’associazione Pro Vita denuncia un precedente grave e chiede al governatore di ritirare le linee guida.
«Quello che è accaduto in Lombardia è un precedente gravissimo e un punto di non ritorno: per la prima volta il Servizio sanitario pubblico non si è limitato a verificare i requisiti fissati dalla Consulta, ma ha organizzato l’intera esecuzione: il personale, il farmaco letale, la strumentazione, perfino il luogo in cui morire. La sanità pubblica, nata per curare, si trasforma così in esecutrice di morte, e questo accade in una Regione amministrata dal centrodestra». Così Antonio Brandi ( nella foto ), presidente di Pro Vita & Famiglia, commenta il caso del 59enne di Giussano morto il 25 agosto dopo aver ottenuto l’assistenza del Servizio sanitario regionale lombardo, primo caso in Italia interamente gestito dal servizio pubblico, come rivendicato dall’Associazione Luca Coscioni. 🔗 Leggi su Romadailynews.it
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