Non tutto il woke viene per nuocere
Recentemente, anche figure di sinistra hanno preso le distanze dagli eccessi della cultura woke. Un commentatore ha dichiarato di non rimpiangere questa cultura, sottolineando di averne comunque tratto insegnamenti, pur riconoscendo alcuni limiti. La discussione si è intensificata con l’intervento di una deputata, che ha criticato alcuni comportamenti associati al movimento. La posizione di questa figura pubblica rappresenta un cambiamento rispetto a precedenti prese di posizione di altri esponenti di sinistra.
«Siccome non si butta via niente, devo il mio grato saluto alla cultura woke, che non rimpiango. Ma qualcosa, anche su me stesso, mi ha insegnato» Adesso che anche Ocasio-Cortez ha preso le distanze dagli eccessi della cultura woke viene voglia di ricordare in quanti, anche a sinistra, lo avevano già fatto. Specie in Europa, essendo il woke, nelle sue forme più dogmatiche, un fenomeno tipicamente americano. Era il gennaio del 2018 quando Le Monde pubblicò un vigoroso appello, firmato da cento donne francesi note e meno note, attrici, intellettuali, scrittrici e giornaliste, contro la deriva inquisitoria del movimento #MeToo. Bene denunciare la violenza di genere, diceva in sostanza quell’appello. 🔗 Leggi su Ilpost.it

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Nel dibattito in corso ci si sta adeguando alla caricatura che fa la destra sul cosiddetto woke e io a questo non ci sto. Prima di tutto perché siamo tra i pochi Paesi dove non c'è il matrimonio egualitario, dove non c'è una legge contro le discriminazioni per orie facebook
(Spoiler estesi) Ho visto il Gioco del Re Folle e ora non riesco a sopportarlo. reddit
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