Le parole che raccontano una terra Tondini riscopre il dialetto perduto
Un autore ha pubblicato la seconda parte di un libro dedicato alle parole in dialetto di una città. L’opera, scritta da un uomo nato nel 1942 e residente a Milano da cinquant’anni, si focalizza su termini dialettali che, pur apparentemente semplici, descrivono aspetti della comunità locale. Il testo evidenzia come alcune parole possano raccontare più di immagini o fotografie, mantenendo un legame con il patrimonio linguistico.
Santori Ci sono parole che sembrano piccole, quasi insignificanti, e invece raccontano una città meglio di molte fotografie. È da questa convinzione che nasce la seconda parte del nuovo libro di Angelo Tondini, aretino doc, classe 1942, che vive da cinquant’anni, come lui stesso dichiara, in esilio a Milano. Pubblicato da Il Pegaso Editore di Milano, il volume è in realtà due libri in uno: la prima parte, intitolata “Memorie d’Arezzo”, e la seconda, intitolata “Un’aretina nel Novecento: il lessico di mia madre”. La seconda parte è una serie di frasi fatte, alcune in uso in tutta la Toscana, altre più specificatamente aretine: frasi che Tondini ha colto dal vivo in bocca alla madre, tutte commentate nel loro contesto e nell’etimologia. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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