Esplosione di un ordigno bellico a Caorle l' esperto | Non è stato il caldo sbagliato usare l' acqua per spegnere le fiamme
Lo scorso 11 agosto, un ordigno bellico è esploso nel centro della frazione Ca’ Cottoni a Caorle. Un esperto esplosivista ha commentato che l’incidente non è stato causato dal caldo e ha criticato l’uso dell’acqua per spegnere le fiamme. Ha inoltre suggerito di effettuare un censimento di tutti gli ordigni esposti per verificarne l’inattività.
Dopo l'esplosione di un reperto bellico nel centro della frazione Ca' Cottoni di Caorle, avvenuta lo scorso 11 agosto, l'esperto esplosivista e perito balistico Luigi Bombassei de Bona, propone un'attenzione maggiore: «Servirebbe un censimento di tutti gli ordigni esposti per controllare la loro effettiva inattività». Le cause dell'esplosione sono state attribuite al caldo, «ma non possono essere state solo le temperature elevate, avrebbero dovuto essere di 100 gradi centigradi», spiega ancora Bombassei. Quale reperto bellico ha scatenato, secondo lei, l'esplosione a Caorle? «Di solito nei monumenti ci sono proiettili di artiglieria e credo sia stato proprio uno di questi a scoppiare. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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