Ucraina custodire la memoria culturale è preservare l’identità di un popolo
Due donne ucraine hanno raccontato come la loro casa sia stata un rifugio per artisti e scrittori, molti dei quali sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni a causa dei conflitti nel paese. Le due donne, una suora e un’educatrice, hanno descritto come abbiano accolto numerosi amici artisti, offrendo loro un luogo di riparo e di conservazione della memoria culturale. La testimonianza evidenzia il ruolo di queste persone nel mantenere viva l’identità culturale in tempi difficili.
Suor Alina Petrauskaite e Svitlana Dukhovych «Io e mio marito – lui è un regista – abbiamo moltissimi amici artisti e scrittori. La nostra casa era una sorta di galleria d’arte e, al tempo stesso, una biblioteca: in un piccolo appartamento di tre stanze c’erano piĂą di cinquemila libri, e le pareti erano interamente ricoperte dalle opere di vari artisti, sia professionisti contemporanei sia meno noti”. Iryna Plekhova, PhD in Scienze della comunicazione sociale e vicedirettrice dell’ente pubblico «Cluster culturale di Kyiv, parla con nostalgia piena di dolore di quella sua bella casa e della cultura che custodiva. Adesso di quel tesoro non c’è piĂą niente. 🔗 Leggi su Vaticannews.va
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