Da Genova esci col coltello tra i denti arrabbiato per una realtà soffocante da cui vuoi solo scappare San Francesco? Rendeva la vita a chi gli stava accanto un inferno | così Ugo Dighero
Un attore ha descritto Genova come una città chiusa e complessa, ancora legata a un passato medievale. Ha detto che si esce da lì con il coltello tra i denti, arrabbiati per una realtà soffocante e invalicabile, da un mondo antico da cui desiderano scappare. Ha anche commentato che San Francesco rendeva la vita difficile a chi gli stava vicino, trasformando la sua presenza in un vero inferno.
“La nostra è una città chiusa e complessa, ancora legata a un passato medievale: ne esci col coltello tra i denti, arrabbiato per una realtà che senti soffocante e invalicabile, da un piccolo mondo antico da cui vuoi solo scappare”. Ugo Dighero descrive così la sua Genova in un’intervista a La Stampa. Un posto da dove, ha spiegato, ha fatto tanto per uscire, ma poi “ tutti pensiamo solo a tornarci “. Ora vorrebbe anche viverci. Fa parte di una scuola di attori liguri, anzi genovesi, tutti formati all’ombra della Lanterna: Paolo Villaggio, Luca e Paolo, Lastrico, Ornano e molti altri. Adesso, a 800 anni dalla morte, riporta in scena una pièce teatrale su San Francesco nella versione in grammelot di Dario Fo scritta nel 1999 con Franca Rame, Lu santu jullare. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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