Bolivia la crisi costringe il governo conservatore a liberalizzare l’economia e aprire agli investimenti esteri
La Bolivia sta adottando misure di liberalizzazione economica e apertura agli investimenti esteri a causa di una crisi economica. Il paese, ricco di risorse naturali come idrocarburi, affronta tensioni politiche e sociali che spingono il governo conservatore a modificare le politiche economiche. Questa svolta mira a rilanciare l’economia, coinvolgendo maggiormente investitori internazionali. La situazione riflette le difficoltà di un paese diviso che cerca soluzioni per stabilizzare il settore economico.
La crisi economica della Bolivia, nazione ricca di idrocarburi e risorse naturali ma profondamente divisa a livello politico e sociale, sta costringendo l’esecutivo conservatore del Presidente Rodrigo Paz ad assumere scelte controverse. Il governo ha varato un decreto legge, che dovrà essere approvato dal Parlamento boliviano, per liberalizzare l’economia del Paese, aprire agli investimenti esteri e ridurre la discrezionalità con cui le autorità possono ricorrere alle espropriazioni. Si tratta di una rivoluzione copernicana in una nazione che, prima della vittoria del centrodestra alle elezioni del 2025, era stata governata per quasi vent’anni dal Movimento al Socialismo (MAS), una formazione di sinistra radicale guidata dal 2006 al 2019 dall’ex Capo di Stato Evo Morales ed in seguito dal successore Luis Arce. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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