Quella tragica notte ha segnato tutti noi L’asilo ci fa sperare
Il 24 agosto 2016 si è verificata una notte tragica che ha lasciato un segno profondo. Una volontaria di Arquata Potest ha ricordato l’evento, affermando che il ricordo rimane nitido e doloroso. Ha sottolineato che sono trascorsi dieci anni da allora, invitando a riflettere su quanto accaduto. La sua testimonianza evidenzia come quell’episodio abbia segnato la comunità e le persone coinvolte.
Per Francesca Olini, volontaria di Arquata Potest, il ricordo del 24 agosto 2016 resta nitido e doloroso. "Pensare che siano già passati dieci anni fa riflettere su tutto ciò che è accaduto. Quella notte è uno spartiacque: ci siamo svegliati nel buio, senza capire cosa stesse succedendo, sentendo voci e rumori che poi abbiamo scoperto essere persone rimaste sotto le macerie. Di fronte casa mia c’era la più giovane vittima del terremoto, la piccola Marisol. Ogni volta che torna quel ricordo, annebbia tutto". Per Olini, la memoria è un pilastro: "Da subito abbiamo portato sulle nostre magliette le tre A di Arquata, Accumoli e Amatrice, i luoghi più feriti, quelli che hanno contato le vittime. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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