L' architetto Minelli e Bologna come una città spugna | Piazze e parchi pensati per gestire l' acqua l' ombra e il fresco Servirebbero più fontane a raso e non inseguire le emergenze
L'architetto ha descritto Bologna come una “città spugna”, evidenziando come piazze e parchi siano stati progettati per assorbire l’acqua, offrire ombra e mantenere freschezza. Ha sottolineato la necessità di installare più fontane a livello del suolo, invece di reagire solo alle emergenze di calore. La discussione si concentra sul ruolo degli spazi pubblici nel contrastare gli effetti del cambiamento climatico, che rende le aree urbane più calde e difficili da vivere.
Il cambiamento climatico pone una questione di vivibilità e sostenibilità per le nostre città, antiche e densamente costruite, trasformate in isole di calore. Per difendersi meglio dal caldo, da tempo si parla di depavimentare e di impiantare alberi nei centri urbani. All’estero ci sono esempi importanti, a Parigi come a Barcellona. Qua siamo all’inizio. Architetto Giacomo Minelli, qual è il suo pensiero?«Non basta piantare alberi o togliere asfalto: bisogna ripensare come la città si adatta al clima. In Danimarca, a Copenaghen, si lavora sul modello di “città-spugna”: piazze e parchi che gestiscono l’acqua nei fenomeni estremi e insieme creano ombra e raffrescamento. 🔗 Leggi su Corrieredibologna.corriere.it
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