Il killer di Bra e il cittadino di Varsavia Vi racconto cent’anni di misure attive russe all’estero
Il 13 agosto 2026, a Varsavia, è stato sventato un piano di omicidio contro un cittadino con doppia nazionalità statunitense e ucraina. La minaccia è attribuita alla Russia e rappresenta il primo tentativo di colpire un cittadino americano in un Paese Nato. L’individuo coinvolto era stato preso di mira in un’operazione di prevenzione condotta dalle autorità locali. Nessun dettaglio sul metodo o sui soggetti coinvolti è stato reso noto.
Il 13 agosto 2026 Donald Tusk ha annunciato di aver sventato, a Varsavia, un piano per uccidere un cittadino con doppia nazionalità statunitense e ucraina, definendolo il primo tentativo attribuito a Mosca di colpire un cittadino americano sul suolo di un altro Paese Nato. È tentante leggere l’episodio come una novità assoluta, l’ennesima escalation di un conflitto che sembra non conoscere più argini. È una lettura incompleta. Quello di Varsavia è l’ultimo anello di una catena che attraversa un secolo di storia dei servizi segreti sovietici e russi, con una logica operativa sorprendentemente stabile: l’eliminazione fisica del nemico all’estero come strumento di politica di Stato, purché resti negabile. 🔗 Leggi su Formiche.net

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