Hormuz la crisi energetica non tocca i più forti | il conto passa ai Paesi fragili e all’Europa
La crisi energetica causata dall’eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz non ha avuto effetti significativi sui paesi più industrializzati, mentre ha colpito principalmente le nazioni più vulnerabili e l’Europa. Per mesi si è ipotizzato che l’apertura o la chiusura dello stretto avrebbe portato a una catastrofe energetica globale, ma i fatti dimostrano il contrario.
Per mesi abbiamo letto che dalla chiusura o dall’apertura dello Stretto di Hormuz doveva dipendere lo scatenarsi dell’ apocalisse energetica globale. Ci siamo sbagliati tutti. Nonostante l’interruzione dei transiti in questo corridoio marittimo, da cui comunque passa un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale, il prezzo del Brent non ha subito le oscillazioni previste. Ha viaggiato in media poco sopra i 100 dollar i, con un picco di 126 dollari ad aprile, per poi ripiegare nell’area compresa tra gli 80 e i 90 dollari. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, la temuta recessione globale non c’è stata e l’inflazione è rimasta contenuta. 🔗 Leggi su Quifinanza.it
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