Daniela e Gepi i custodi della Laguna di Nora | È stata l’incoscienza dei venticinque anni che ci ha fatto realizzare un sogno
Due custodi della Laguna di Nora hanno raccontato come la loro giovane incoscienza abbia portato alla realizzazione di un sogno. La laguna presenta oggi acque basse e tranquille, con fenicotteri e gabbiani corsi tra i canneti che si muovono al vento. La presenza di specie rare e il paesaggio intatto testimoniano la cura per questo ecosistema, che si può ammirare al tramonto con gli uccelli che si alzano in volo.
Oggi questo ecosistema è un mondo unico: acqua bassa e specchiata, fenicotteri e altre specie rare come il gabbiano corso, che si alzano in volo all’imbrunire, canneti che frusciano al maestrale. Ma quarant’anni fa la Laguna di Nora, a pochi chilometri da Pula, era un luogo dimenticato: due casette invase dai rifiuti, terreno incolto, abbandono totale. Sono stati Daniela e Gepi, visionari e incoscienti, a saper vedere nella laguna abbandonata la sua vera natura. «Portiamo con grande senso di responsabilità il testimone che la storia ci ha affidato prendendoci cura del promontorio di Nora, nel sud della Sardegna. È un angolo prezioso del paesaggio costiero, dove il passaggio dell’uomo da tempi remoti ci racconta dell’intimo rapporto con il suo ambiente, il mare, il fiume, la costa», racconta Daniela Fadda. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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