Geoff Dyer | Oggi i ragazzi fanno la fila davanti ai negozi più costosi Io sono cresciuto imparando a volere meno La scuola può cambiare una vita ma può anche decidere chi resta fuori
Oggi i giovani fanno la fila davanti a negozi di lusso, mentre un’autrice ricorda di essere cresciuta desiderando meno. La scuola può cambiare le vite, ma anche escludere. La scrittrice spiega di non essere cresciuta in povertà, anche se la famiglia aveva tutto il necessario, che però era definito in modo da suggerire una condizione di scarsità, forse un segno di povertà.
Lei scrive: “Non sono cresciuto in povertà. Anche se”. «Avevamo tutto il necessario, anche se il necessario era delineato e definito in un modo che è compatibile con la povertà, e forse ne è addirittura un sintomo. Quando chiedevo a mio padre se potessi avere qualcosa che vedevo in un negozio, spesso mi rispondeva: “Non ne hai bisogno”. E io avrei voluto rispondere: “Ma lo voglio”. Poi, dopo un po’, ho smesso di volere le cose. Tutto costava troppo. La reazione di mio padre era sempre: “Costa così tanto?”». Qual è per lei il senso della parola “bisogno”? «Mi sono chiesto se mio padre volesse inconsciamente intendere “bisogno” nel senso di “mancanza”. 🔗 Leggi su Vanityfair.it
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